Dilatazione dei tempi e dei costi di realizzazione dell'emissario in riva sinistra dell'Arno. Interrogazione di Monica Sgherri.
Sgherri:"vicenda grave con tante domande che devono trovare risposta. Necessario evitare che le conseguenze si scarichino sui cittadini”
2010-07-07
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E’ necessario fare chiarezza e accertare le eventuali responsabilità sul perché si sia avuta una gravissima lievitazione dei costi e dei tempi di realizzazione del cosiddetto “fognone”, cioè dell’emissario in riva sinistra dell’Arno atto alla depurazione degli scarichi fognari dei Comuni di Firenze e Scandicci. Costi che sono appunto lievitati dai 29 milioni della previsione iniziale all’attuale di 70 milioni.
Perché di fronte a questa vicenda
Chiarezza e accertamento delle eventuali responsabilità anche per evitare che dalla vicenda si scarichino sui cittadini le conseguenze di quanto avvenuto, cioè un aumento della tariffa idrica oppure una riduzione degli investimenti – previsti e necessari – nell’infrastrutturazione idrica già prevista dal Piano d’Ambito, soluzioni che vengono ventilate in questi giorni per ovviare appunto all’aumento dei costi dell’opera.
Questa la ratio e le domande di fondo dell’interrogazione presentata oggi alla Giunta Regionale da Monica Sgherri – Capogruppo di “Federazione della Sinistra – Verdi” in Consiglio Regionale – appunto sulla vicenda della dilatazione dei tempi di realizzazione e dei costi dell’emissario in riva sinistra dell’Arno – cosiddetto “fognone”.
Si tratta di un opera – afferma Sgherri – indispensabile e di grande rilevanza per Firenze e l’area fiorentina, che permetterà di depurare le acque degli scarichi di oltre centoquarantamila cittadini grazie alla realizzazione di un collettore fognario di
Funzione di estrema rilevanza sottolineata anche dal fatto che circa dieci anni fa
Di fronte alla indispensabilità dell’opera e quindi di realizzarla bene e nei tempi più stretti possibile – entro il 2015 per rispettare le direttive europee - è ancor più grave che dalla prima previsione siano passati diciotto anni e che – come sopra ricordato – l’iter della vicenda abbia condotto ad una dilatazione dei tempi e dei costi così elevata, che rischia oggi – rischio da evitare - di scaricarsi sui cittadini.

