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Informativa sulla proposta di legge in merito alla salvaguardia, da OGM, delle colture toscane. Sgherri:”positiva la strada tracciata dall’assessore. Necessario puntare sempre più incisivamente sull’agricoltura di qualità, e non sugli OGM.”

2010-07-14

E’ necessario far presto ad approvare il provvedimento legislativo per evitare nel frattempo sperimentazioni nocive di colture OGM nella nostra Regione.

Condivido quindi l’informativa preliminare dell’assessore Salvadori in merito alla proposta di legge in merito alla salvaguardia dell’agricoltura toscana da possibili contaminazioni da OGM e l’indicazione – annunciata sempre dall’assessore – di tempi celeri dell’iter di realizzazione della legge stessa.

Così Monica Sgherri – Capogruppo di “Federazione della Sinistra – Verdi” in merito al dibattito su tale tema svolto oggi nell’aula del Consiglio Regionale.

La Toscana – entra nel merito Sgherri – ha la caratteristiche di tenute agricole di piccole dimensioni e questo porta ad una doppia riflessione: non si possono qui fare produzioni di grande quantità bensì, e questa è la vocazione toscana, di alta qualità; le sperimentazioni di produzioni di OGM porterebbero certamente a contribuire a minare tale vocazione anche alla luce del fatto che, con la ristrettezza degli appezzamenti agricoli, le sperimentazioni medesime in una tenuta agricola avrebbero certo conseguenze sulle tenute vicine.

Non si può certo essere contrari quindi alla ricerca su questi temi ma mettendo il massimo di cautela e attenzione sugli effetti degli OGM, al fine di mantenere la nostra Regione – come è da sua tradizione anche a livello istituzionale – “OGM Free”.

In questo senso è positivo che quindi ricerca ed analisi dei potenziali effetti su questa partita sia tenuta in mano al pubblico e non in mano alle multinazionali, che avrebbero evidentemente altre scopi e finalità che non la salvaguardia dell’agricoltura e dei prodotti toscani.

Agricoltura toscana che deve sempre più puntare invece alla qualità e sull’agricoltura biologica – massimizzando gli impegni per superare le difficoltà di commercializzazione e diffusione – e quindi rifuggire scelte, che nel mondo stanno prendendo campo, quali quelle della cosiddetta agricoltura no food, che porta ad un vero e proprio uso improprio e distorto del fare agricoltura divoratore delle risorse idriche e con gravi conseguenze sulle condizioni climatiche del pianeta – come sta avvenendo, anche a causa del colpevole disinteresse internazionale in merito alla problematica della deforestazione nell’area – in paesi quali il Brasile, produttore – grazie agli OGM – di agricoltura finalizzata alla produzione di bio combustibili.

 

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