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Risposta in aula all’interrogazione di Sgherri sull’attività dell’impianto di Falascaia. Sgherri:”emerge la necessità e l’urgenza di rivedere il sistema delle autorizzazioni basato sulle autocertificazioni"

Risposta oggi in aula da parte dell'assessore regionale all'ambiente.

2010-07-28

Il grave quadro che si evince dalla vicenda dell’inceneritore di Falascaia – e nello specifico dell’ipotesi di scaricamento nel torrente Beccatoio delle acque provenienti dall’attività di incenerimento dei rifiuti dell’impianto - fa emergere la necessità e l’urgenza di rivedere il sistema delle autorizzazioni e dei controlli basati sulle autocertificazioni, insufficiente ed inadeguato, e predisporre le doverose alternative, a tutela della salute dei cittadini e dell’ambiente.

Porremo quindi il massimo impegno e sollecitazione per giungere – in tute le sedi - a implementare le carenze delle normative regionali e nazionali su questo punto. Così Monica Sgherri – Capogruppo di “Federazione della Sinistra – Verdi” in Consiglio Regionale – in merito alla risposta, giunta oggi in aula dall’assessore all’ambiente, all’interrogazione riguardante appunto sulle ultime vicende legate all’impianto sito nel comune di Pietrasanta, che hanno portato al sequestro da parte della magistratura a causa del presunto inquinamento delle acque del torrente Beccatoio, il quale scorre vicino all’inceneritore stesso.

A quanto appreso dalla risposta dell’assessore – continua Sgherri –, si evidenzierebbe che tutto nasca da un autorizzazione al versamento delle acque nel Beccatoio rilasciata sulla base di un autocertificazione che avrebbe dichiarato la non portata d’acqua per sessanta giorni del medesimo torrente, quando invece esso sarebbe a secco per ben il doppio del tempo, cioè centoventi giorni. Emerge quindi un sistema di autorizzazioni a livello provinciale, regionale e nazionale profondamente  da rivedere, in quanto troppo fragile e quindi aggirabile.

Da qui infatti si evidenzia un doppio dato, in merito alle potenziali conseguenze degli inquinamenti nello specifico della vicenda e più in generale in merito a ciò che essa dimostra : nello specifico della vicenda chiederemo i rapporti periodici sulle risultanze della indagine epidemiologica intorno all’impianto stesso ricordata dall’assessore – così da agire celermente a seconda dei risultati dei medesimi.

Più in generale, considerando che è la seconda volta che il sistema autorizzatorio basato sulle autocertificazioni dimostra la sua inadeguatezza dato che la prima occasione fu la vicenda – sempre legata all’impianto di Falascaia, - del presunto taroccamento dei dati delle centraline di rilevamento delle emissioni -, si evince l’urgenza di revisione di tutto il sistema autorizzatorio basato sulle autocertificazioni e trovare le doverose alternative. Tutto ciò per avere certezze di tutela  della salute dei cittadini e dell’ambiente. Riteniamo inoltre positiva l’attivazione della Regione per istituire – con la presenza in essa anche degli enti locali interessati - una commissione tecnica che verifichi le  reali condizioni dell’impianto, in base alle conclusioni della quale valutare se chiudere definitivamente l’inceneritore in questione, come richiesto con forza dai cittadini dell’area e da associazioni che da anni si occupano dei potenziali rischi per la salute e per l’ambiente causati dall’attività del medesimo. L’impegno che oggi prendiamo – conclude Sgherri - è quello di seguirne con attenzione i lavori e le risultanze.

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