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ISPO. Approvata la mozione di cui è prima firmataria la Capogruppo Sgherri.

Sgherri :”col voto di oggi si riattiva l’attenzione su questa importante realtà, al fine di trovare le soluzioni ai problemi che ancora la riguardano, nonché di salvaguardarla.”

2010-07-29

Firenze, 28 luglio. Esprimo soddisfazione per l’approvazione oggi, da parte del Consiglio Regionale, della mozione – di cui sono prima firmtaria – in merito alla situazione dell’ Istituto per lo Studio e la Prevenzione Oncologica (ISPO). Con l’atto di oggi si riconferma l’attenzione del Consiglio rispetto a questa realtà d’eccellenza, e si permette al Consiglio medesimo – nonché alla Commissione competente- di riprendere ad affrontare le questioni legate alle difficoltà che ancora lo riguardano. Così Monica Sgherri – Capogruppo di “Federazione della Sinistra Verdi” in Consiglio Regionale.

 E’ infatti necessario – prosegue Sgherri- porre il massimo impegno che permetta di salvaguardare effettivamente questo che è un fiore all’occhiello del sistema sanitario toscano nella ricerca e prevenzione oncologica, riconfermando così la volontà espressa dalla Regione nella scorsa legislatura, e che di conseguenza si compia ogni sforzo perché la riorganizzazione del Centro non porti al suo depauperamento a causa della rinuncia ad una parte importante della sua attività come quella clinico diagnostica. Rinuncia che minerebbe quella continuità  tra ricerca, prevenzione, e attività clinica che è il vero elemento di eccellenza del CSPO e dell’attuale ISPO.

Nella scorsa legislatura – nonostante le difficoltà incontrate dal Centro, che portarono fra l’altro al commissariamento – la Giunta e il Consiglio Regionale – prosegue Sgherri - espressero grande attenzione per quest’esperienza pilota a livello nazionale riconfermandone il valore e quindi la volontà di rilanciarla e valorizzarla, superando i problemi che erano emersi.

Oggi alcune criticità sono superate mentre altre permangono, fra cui la mancanza di una sede unica: di fronte a questo – a quanto ci consta - le prime indicazioni  di uno studio di valutazione e conseguente piano di riorganizzazione curato da Regione e ASL 10 indicherebbero, fra l’altro, la rinuncia a una parte sostanziale delle attuali attività clinico – diagnostiche. Ritengo invece che proprio il rilancio e la salvaguardia di una realtà d’avanguardia come ISPO passi dal mantenimento di una funzione essenziale per tanti cittadini, in particolare donne, come quella clinica diagnostica, cosi da mantenere continuità la tra ricerca, prevenzione, e attività clinica che è il vero punto di forza dell’Istituto. Per questo era necessario riaffrontare la questione: con la mozione oggi approvata questa ripartenza avviene e la Commissione competente avrà – col pronunciamento di oggi del Consiglio – un mandato forte in questa direzione.

 

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