Nuova legge elettorale regionale. Sgherri: proposta inaccettabile che svilisce la democrazia e il pluralismo
Dibattito oggi in aula sulla nuova legge elettorale.
2009-07-29
Si poteva arrivare ad una soluzione condivisa sulla riduzione del numero dei consiglieri – scelta che condividiamo – ma PD e PDL hanno scelto un'altra strada, quella di legare la riduzione ad una proposta di nuova legge elettorale che fa pagare – tramite non solo il premio di maggioranza ma anche con l’introduzione di un “premio di minoranza” - tutta la riduzione alle forze politiche più piccole garantendo gran parte della rappresentanza ai medesimi PD e PDL. Indirizzandosi quindi verso un bipartitismo coatto. Una proposta che mortifica la democrazia, che tende a cancellare la partecipazione e il pluralismo politico. Questo il segno politico della proposta di legge elettorale regionale che – a causa dell’”inciucio” fra PD e PDL - verrà oggi approvata dal Consiglio.
Così Monica Sgherri – Capogruppo di Rifondazione Comunista Sinistra Europea in Consiglio Regionale in merito al dibattito sulla nuova legge elettorale per l’elezione del Consiglio stesso e del Presidente della Giunta.
Una scelta che si compie in totale assenza di un bilancio su come e perché operare la riduzione dei consiglieri e della validità della vigente legge elettorale: una legge che non ci piaceva ma rispetto alla quale la nuova proposta va a mantenere i suoi aspetti negativi (come una esasperazione del presidenzialismo) e toglie quelli positivi, esacerbando appunto la direzione di un bipolarismo tendente al bipartitismo.
Si scrive oggi una pagina pessima sull’altare – temperie che da alcuni anni si porta avanti a livello nazionale e dappertutto - di un’acritica volontà di stabilità – che vi è sempre stata per altro anche con la vecchia legge – e di governabilità quali beni “supremi” e positivi in sé, non tenendo conto che fatti recenti dimostrano quanto sia possibile proprio per i gruppi più grandi compiere ostruzionismo e mettere in scacco questi principi.
Senza dimenticare che viene cancellata con questa proposta ogni alternanza di genere. E’ una proposta che svilisce la democrazia e che respingiamo nettamente.

