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Vicenda Afghanistan: cordoglio e vicinanza alle vittime. Ritiro subito delle truppe e apertura di una conferenza internazionale di pace. Impegno per una mobilitazione politica e sociale in questa direzione

Conferenza stampa oggi dei Capigruppo e dei Segretari Regionali di PRC, PdCI e Verdi. Adesione al presidio di domani a Firenze.

2009-09-21

Profondo cordoglio e vicinanza verso le famiglie delle vittime di Kabul. Sia quelle dei militari italiani che quelle dei civili afgani che hanno perso la vita nell’attentato della scorsa settimana. A partire proprio da questa vicinanza, siamo spinti a sostenere che se questo è il momento del dolore esso non può che imporre con ancor maggior forza una riflessione sulla vicenda afgana e sulla ricerca delle sue soluzioni. Compiere questa riflessione significa a nostro avviso ritirare subito le truppe italiane da quel paese e compiere ogni sforzo perché anche gli altri paesi facciano lo stesso e, nel contempo, impegnarsi per  giungere ad una vera conferenza di pace sotto l’egida ONU che coinvolga la comunità internazionale e tutti i soggetti politici e sociali presenti nel paese asiatico. Così i Capigruppo e i Segretari Regionali di Rifondazione Comunista (rispettivamente Monica Sgherri e Stefano Cristiano), Comunisti Italiani (Paolo Marini e Nino Frosini) e Verdi (Mario Lupi e Mauro Romanelli) nel corso di una conferenza stampa tenuta questa mattina. La scelta di invio dei militari italiani, è frutto di una scelta politica e strategica (oltre che militare)  che si  dimostra sempre più sbagliata – proseguono i capigruppo e i segretari regionali dei tre partiti -, prova ne sia il fatto che è miseramente caduta la motivazione a suo sostegno dello svolgimento delle recenti elezioni, che infatti hanno visto pesanti brogli, e non hanno certo contribuito ad instaurare un clima di fiducia nella popolazione locale verso il governo Karzai, fantoccio della politica USA. USA che dovrebbero davvero – come stanno facendo su altri temi -  chiudere “l’era Bush” impegnandosi concretamente alla promozione di una conferenza di pace sull’afghanistan e al ritiro delle truppe. Impegno che dovrebbe essere sostenuto anche da altri paesi fra cui l’Italia. E’ di tutta evidenza che il ritiro delle truppe immediato è propedeutico a quest’obbiettivo, in questa direzione andranno ancor con maggior impegno i nostri sforzi di mobilitazione politica e sociale anche a livello regionale e locale. In quest’ambito aderiamo e parteciperemo al presidio – promosso da numerose realtà sociali e politiche – che si terrà domani martedì 22 settembre alle ore 18 davanti alla Prefettura di Firenze.

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